Moak Percorsi Espressi per conoscere la “cultura invisibile” di un’azienda

Non solo monumenti, palazzi e luoghi della memoria, ma anche aziende, piccole e grandi, fondate da uomini e donne che hanno fatto del loro lavoro una missione e che hanno contribuito a rendere più ricco il territorio in cui operano. Con questo presupposto nasce Moak Percorsi Espressi, il progetto di itinerari aziendali pensato da “Culture invisibili” per Moak.
Concepite secondo il principio di gradualità, le visite guidate curate da Valeria Lentini e Nadia Tuè, tengono conto della capacità di apprendimento nelle diverse fasce d’età, rendendo coinvolgenti i vari itinerari alla scoperta dell’affascinante mondo del caffè.

Culture Invisibili – spiegano – è un progetto frutto dell’esperienza ventennale maturata in campo turistico, didattico e di gestione beni ed eventi culturali e ideato per le aziende operanti sul territorio che possiedono una sensibilità verso un pubblico, adulto e non, che ha voglia di scoprire e conoscere la cultura nascosta ma pulsante in ogni aspetto dell’attività produttiva. Per Moak abbiamo creato un progetto che valorizzasse il brand attraverso la realizzazione di spazi di creazione della conoscenza con lo scopo principale di far accrescere il valore culturale, simbolico ed identitario come esempio di strutture aperte a nuovi orizzonti culturali. Percorsi studiati per fascia di età e grado di formazione che seppur diversificati hanno un unico filo conduttore: raccontare e divulgare storie che molti non conoscono e neppure immaginano, ma che esistono davvero, perché la ‘cultura invisibile’, non sempre svelata, suscita un forte coinvolgimento emotivo”.
Per Moak l’obiettivo è aprire le porte all’esterno, accogliere nel cuore dell’azienda visitatori, studenti, stagisti e turisti che oltre a scoprire le ricchezze barocche e culinarie del Val di Noto, possono guardare dal vivo come un chicco verde diventa bevanda. Non solo: l’attività produttiva di Moak si intreccia ogni giorno con la sua dimensione umana, che ha saputo dare al caffè anche un valore culturale, promuovendo diverse forme d’arte. Come nel percorso “Moak Coffee Telling”, che dopo il tour dell’area di produzione, ci si può fermare per una piacevole “sosta caffè”, di fronte ad un video o ad un cortometraggio di “corto moak” e prendendo spunto dal Caffè Letterario, si proverà a riscoprire il piacere di raccontare e di suscitare emozioni attraverso l’ascolto di una storia sul caffè, creando quella che Virginia Woolf definiva “una stanza tutta per sé”.

Affinchè il visitatore non sia solo spettatore, è stato creato l’itinerario “for[me]mix”: partendo dall’anima della Produzione, dopo un breve escursus sulla storia aziendale, i visitatori conosceranno da vicino i metodi di lavorazione del caffè, assistendo dal vivo alle varie fasi del ciclo produttivo. Subito dopo nell’aula for[research] ciascuno potrà realizzare la propria inedita miscela, alla quale potrà dare il suo nome e portarla con sé.
Per chi invece vuole stuzzicare i cinque sensi, può avvalersi della “Tasting Experience, estensione di percorso attraverso la quale i partecipanti scopriranno quali ricchezze aromatiche si celano dietro la bevanda. Un gioco, ma anche un itinerario del gusto che stimolerà il palato e insegnerà ai partecipanti come degustare e apprezzare le pregiate miscele Moak.

Nei percorsi dedicati ai bambini, il chicco di caffè si trasforma in personaggio animato. Inizia così “il viaggio di Chicco”, piccolo seme di caffè che, dai tropici arriva fino a noi per raccontare ai piccoli visitatori dell’azienda Moak come nasce la bevanda più conosciuta e più amata al mondo. Chicco accompagnerà i suoi giovanissimi amici all’interno dell’area produzione, spiegando con parole semplici i complicati meccanismi di lavorazione del caffè.

Per informazioni o per prenotare il tuo percorso: percorsiespressi@caffemoak.com

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